Regola numero 1: il logo non si cambia

Thu, May 15, 2014 - 19:41

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Non è solo la cara vecchia "sip", anche io ho la mia età. Vengo da un mondo diverso, il mondo prima del web, nato a Milano in una casa dentro la quale, fortunato, si respira amore e attenzione; verso le persone ma anche verso il lavoro. I miei primi ricordi sono animati da un sound di sottofondo, spesso presente, da cui estraggo un artista in rappresentanza, Nat King Kole, tanto per intenderci. Sempre immerso in quell'immaginario mentre canticchio "Wild is Love" ricordo taglierini, squadre, letraset, e altri antichi strumenti di lavoro ormai estinti. E' in quegli anni che sviluppo un interesse per la grafica che, filtrato dal modo che avevamo per osservare le cose, diventa grande passione e rispetto, quasi religioso. Rispetto per lo spazio, il punto, la linea e tutte quelle "regole" che determinano una buona comunicazione, ma come in tutto attratto dalle "eccezioni". Provo rispetto per il progetto e la realizzazione attenta e ponderata, perchè contenga dei concetti e perchè questi concetti siano quelli che il cliente ha la necessità di comunicare. A proposito di regole ed eccezioni, voglio soffermarmi sulla regola in assoluto più diffusa ed entrata nel dizionario di addetti ai lavori e non:

Regola numero 1. "Il logo non si cambia" ! (Con un sottointeso "It's a Must!" proprio come nei miei vecchi libri di musica).

Parlo di questa regola proprio perchè ha avuto una diffusione nell'immaginario collettivo fortissima, singolare a mio parere, lo dice anche "mio cuggino", e perchè è tanto vera, quanto una castroneria incredibile che fa solo del male all'attività che rappresenta.

E' tanto vera, si. Quando un logo è ben progettato (e sul concetto di logo magari ci soffermeremo in un articolo specifico) riesce con un segno semplice e immediato a lasciare un emozione in chi lo osserva. Questa emozione ha in sè i valori che il committente ha "bisogno" di comunicare al cliente perchè si crei un rapporto inconscio che li lega ed è buona regola che il logo non cambi perchè il processo di "legame" non è ne immediato ne semplice da instaurare, e si rafforza nel tempo.

E' una castroneria incredibile. Per un motivo molto semplice: ogni volta che un logo non viene progettato secondo i canoni della comunicazione, tutto questo magico processo semplicemente non avviene. Se non avviene non è un peccato, ma un grave errore nella pianificazione della comunicazione stessa e bisogna intervenire. Tutto altrimenti si riduce al "disegnino" che molte volte viene richiesto, "che rappresenti quello che faccio, miraccomando", "tanto tu che usi photohsop ci metti un secondo, prendi una clipart e ci metti una scritta, no?" No. Questo modo di pensare è quello che ci porta a fare le cose con approssimazione, senza dare peso alla comunicazione, ai siti web, ai loghi, alle newsletter, considerandoli meno importanti e a imporci su quelle che ormai sono detti popolari piu che vere e proprie regole della comunicazione. Questo modo ci porta a ottenere risultati parziali, non soddosfacenti, e spesso a non capirne il motivo. Che tu viva a Milano o no, sei bombardato da visual e da loghi, ma prova a pensare, quali ti ricordi su due piedi? in maniera immediata? e quali agiranno sul tuo inconscio quando verranno riconosciuti sullo scaffale di un negozio? Bisogna sempre ragionare sulle cose, analizzare, metterle sulla bilancia per prendere le decisioni corrette. 

E' per questi motivi che omaggio la cara vecchia Sip, che mi segue da quando sono bambino, che negli anni ha mutato piu volte logotipi payoff e siti web fino all'ultimo, epico direi, cambio del logo e della comunicazione. Una mossa intelligente che riflette una visione al passo con i tempi e che è sicuramente frutto di un'analisi attenta e ponderata. Una mossa che sta ricordando a tutti quelli che sono fermi sulle proprie convinzioni e non accettano eccezioni, che la "Regola Numero 1" è vera, ma non sempre.